domenica 28 giugno 2009
Appassita

Appassita come un fiore
Appassita come questo spazio che
ha già perso il suo valore ancor prima di trovarlo.
Riarsa come una foglia accartocciata su se stessa.
La testa è ormai piegata dopo aver sbattuto contro un muro.
Valeva la pena provarci,
ma resta una traccia di dolore. Dolore che scorre come sangue lungo le membra inermi.
Lo lascio scorrere e quando finirà:
Il vuoto.
Non voglio altro che il vuoto.
giovedì 18 giugno 2009
lunedì 15 giugno 2009
domenica 14 giugno 2009
sabato 13 giugno 2009
Crack
19:09 Mi si è spezzato il cuore.
Patetica, stupida, maldestra. Sbagliata forse.
Non so. Non so più niente, e l'ho sempre saputo.
Mi sento stupida ad aver comprato le lattine di chinotto.
Stupida ad aver pensato allo spazzolino da denti.
Stupida ad aver cercato le brioches per domani.
Stupida, eppure lo rifarei.
Sì, devo esser proprio stupida.
Patetica, stupida, maldestra. Sbagliata forse.
Non so. Non so più niente, e l'ho sempre saputo.
Mi sento stupida ad aver comprato le lattine di chinotto.
Stupida ad aver pensato allo spazzolino da denti.
Stupida ad aver cercato le brioches per domani.
Stupida, eppure lo rifarei.
Sì, devo esser proprio stupida.
Boule de neige

Piccoli mondi, piccole cose. Pertugi sull'anima.
Chi siamo?
Ognuno di noi un piccolo museo in fieri, collezionista di originali banalità.
Scruto il mio boudoir. Ogni pezzo ha una qualche assurda ragione di esistere.
Ma se qualcuno vi entrasse capirebbe chi sono? E cosa penserebbe del mio caotico ordine, delle pile di libri ammucchiate, matite colorate, cd sparpagliati, un cappello, due boule de neige...
Ricostruire lo splendore o comunque la pienezza di una civiltà nascosta, buffa indagine pregiudiziosa...
Chi allungherà una lente sul mio mondo?
Gli piacerà?
giovedì 4 giugno 2009
mercoledì 3 giugno 2009
Je repars à zéro
Oggi va un po' così, giornata mista!
Penso a lui, a Parigi, alla mia migliore amica e alle sue vicissitudini. Penso a studiare, penso alla musica. A pulire, mettere in ordine: sì, voglia di ordine.
La prima pesantissima metà d'anno è quasi scivolata via ed ora finalmente ricomincio a prender fiato, a viver con più serenità il mio oggi.
Defluire, lasciar defluire tutto...
Si può sempre continuare a sorridere per qualcosa. E la musica di Edif Piaf fa proprio bene all'anima!
Penso a lui, a Parigi, alla mia migliore amica e alle sue vicissitudini. Penso a studiare, penso alla musica. A pulire, mettere in ordine: sì, voglia di ordine.
La prima pesantissima metà d'anno è quasi scivolata via ed ora finalmente ricomincio a prender fiato, a viver con più serenità il mio oggi.
Defluire, lasciar defluire tutto...
Si può sempre continuare a sorridere per qualcosa. E la musica di Edif Piaf fa proprio bene all'anima!
Non! Rien de rien …
Non ! Je ne regrette rien
Ni le bien qu’on m’a fait
Ni le mal tout ça m’est bien égal !
Non ! Rien de rien …
Non ! Je ne regrette rien…
C’est payé, balayé, oublié
Je me fous du passé!
Avec mes souvenirs
J’ai allumé le feu
Mes chagrins, mes plaisirs
Je n’ai plus besoin d’eux !
Balayés les amours
Et tous leurs trémolos
Balayés pour toujours
Je repars à zéro …
Non ! Rien de rien …
Non ! Je ne regrette nen …
Ni le bien, qu’on m’a fait
Ni le mal, tout ça m’est bien égal !
Non ! Rien de rien …
Non ! Je ne regrette rien …
Car ma vie, car mes joies
Aujourd’hui, ça commence avec toi !
martedì 2 giugno 2009
Di nuovo tu
"La tua voce come il coro delle sirene
di Ulisse mi incatena,
ed è bellissimo perdersi in questo incantesimo...
è bellissimo perdersi in questo
incantesimo..."
F. Battiato
Riparte il timer.
Quante volte abbiamo schiacciato quel pulsante?
Parliamo, pensiamo, decidiamo.
E conto i giorni da te e verso te.
Parliamo, pensiamo, decidiamo.
Nuovo tempo che si aggiunge alla nostra stramba relazione di strambi per giungere ad un noi che si sappia cos'è.
Ancora tu. Sempre tu.
Ed io ti rincorro.
:)
Quante volte abbiamo schiacciato quel pulsante?
Parliamo, pensiamo, decidiamo.
E conto i giorni da te e verso te.
Parliamo, pensiamo, decidiamo.
Nuovo tempo che si aggiunge alla nostra stramba relazione di strambi per giungere ad un noi che si sappia cos'è.
Ancora tu. Sempre tu.
Ed io ti rincorro.
:)
lunedì 1 giugno 2009
Attesa
E va così: sdolcinatamente me stessa.
Patetica, nauseante forse.
Un nettare imbevibile.
Ci proverai?
Mi alleggerirai con nuova aria? Mi allungherai coi tuoi sorrisi? O mi taglierai con un cortese rifiuto?
Assaggerai le mie parole? Deciderai di farne scorta? O preferirai abbandonarle ad altri, ad altri te, ad altre vite?
Nelle sabbiemobili dei miei pensieri
sprofondo,
lenta. Come le gocce che strisciano sul mio cuore nel loro patetico viaggio della speranza.
Patetico, SI! Patetico patetico patetico! Patetiche anche loro!
Che cercate? Commiserazione forse? Qualcuno che vi tenga per reliquia?
Ricettacolo di amare dolcezze questo giorno.
Ma non c'è attesa neutra
ed io attendo di nutrirmi di te.
Di che mi ciberai?
Patetica, nauseante forse.
Un nettare imbevibile.
Ci proverai?
Mi alleggerirai con nuova aria? Mi allungherai coi tuoi sorrisi? O mi taglierai con un cortese rifiuto?
Assaggerai le mie parole? Deciderai di farne scorta? O preferirai abbandonarle ad altri, ad altri te, ad altre vite?
Nelle sabbiemobili dei miei pensieri
sprofondo,
lenta. Come le gocce che strisciano sul mio cuore nel loro patetico viaggio della speranza.
Patetico, SI! Patetico patetico patetico! Patetiche anche loro!

Che cercate? Commiserazione forse? Qualcuno che vi tenga per reliquia?
Ricettacolo di amare dolcezze questo giorno.
Ma non c'è attesa neutra
ed io attendo di nutrirmi di te.
Di che mi ciberai?
Una notte come tante...
Rincorro la vita nella fermezza della notte.
Quando la città dorme, e, nell'oscurità, mi areno su di te.
In tutto questo silenzio il tuo ricordo pulsa impazzito,
l'incanto, imbizzarrito, mi disarciona in un terreno di tormento.
Ci sono i tuoi occhi ora ad osservarmi,
il tuo profumo ad inebriarmi.
Mi ubriaco, spossata, del suono della tua voce
che nutre e ferisce con lo stesso miele.
Tutto tace,
ma la mia pace è racchiusa nell'inafferrabile attimo di un tuo "ti voglio bene".
Poi nuovamente le pene -i nodi, le fitte, gli spasmi!- di saperti, forse, lontano da me.
E riprende languido l'eccheggiare di una tua risata,
mi investe nella freschezza di un tuo sorriso.
E la desolazione di una realtà che minaccia di abortirmi da te.
Vorrei venire alla luce: morire in un tuo "sì" e poi rinascere, rinascere, rinascere ancora, sempre con te.
Per te.
E vivere mille vite in una sola, in questa, che avrebbe come perno solo te.
E anche stanotte prego affinchè domani tu possa sorgere su di me.
Quando la città dorme, e, nell'oscurità, mi areno su di te.
In tutto questo silenzio il tuo ricordo pulsa impazzito,
l'incanto, imbizzarrito, mi disarciona in un terreno di tormento.
Ci sono i tuoi occhi ora ad osservarmi,
il tuo profumo ad inebriarmi.
Mi ubriaco, spossata, del suono della tua voce
che nutre e ferisce con lo stesso miele.
Tutto tace,
ma la mia pace è racchiusa nell'inafferrabile attimo di un tuo "ti voglio bene".
Poi nuovamente le pene -i nodi, le fitte, gli spasmi!- di saperti, forse, lontano da me.
E riprende languido l'eccheggiare di una tua risata,
mi investe nella freschezza di un tuo sorriso.
E la desolazione di una realtà che minaccia di abortirmi da te.
Vorrei venire alla luce: morire in un tuo "sì" e poi rinascere, rinascere, rinascere ancora, sempre con te.
Per te.
E vivere mille vite in una sola, in questa, che avrebbe come perno solo te.
E anche stanotte prego affinchè domani tu possa sorgere su di me.
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